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Good bye Lenin non e' solo un film di denuncia sociale sulla fine di un regime e le promesse non mantenute dal "nuovo" che avanza. E' innanzitutto un film di amore tra un figlio e una madre. E quale e' la piu' grande prova di amore? Creare un mondo che non esiste piu' e che forse non e' mai esistito... Il film ci porta nella Berlino degli anni immediatamente successivi alla caduta del muro. Proprio adesso che i nostri studenti stanno per scoprire questa splendida capitale europea. E propone una riflessione, più ampia, sugli eventi storici, sulla vita e sull'utopia.
Lunedì 29 marzo 2010, tre proiezioni nell'aula magna della sede di via Manno 22 ore 9.00 - 12.00 - 14.30
Con questo film siamo giunti al terzo appuntamento del cineforum scolastico Pirandello 2010. Dopo gli slum di Bombay di "The Millionaire" e i pericolosi esperimenti totalitari de "L'onda" ecco un film tedesco, del 2003, ambientato nella Berlino degli anni immediatamente successivi alla caduta del muro.
SCHEDA DEL FILM
Titolo originale: Goodbye Lenin!
Regia: Wolfgang BeckerGenere: commediaCast: Daniel Brühl, Katrin Saß, Florian Lukas, Chulpan KhamatovaDurata: 119 minutiNazione: Germania, 2003
Good bye Lenin non e' solo un film di denuncia sociale sulla fine di un regime e le promesse non mantenute dal "nuovo" che avanza. E' innanzitutto un film di amore tra un figlio e una madre. E quale e' la piu' grande prova di amore? Creare un mondo che non esiste piu' e che forse non e' mai esistito.
Nelle battute finali del film il protagonista recita la frase piu' significativa, e annuncia che il mondo che aveva ricreato per la madre si avvicinava al socialismo che aveva sempre sognato. I suoi non erano semplici tentativi di mantenere in vita una realta' improvvisamente apparsa vecchissima, ma di renderla addirittura migliore e piu' giusta.
Alla base di tutte le riflessioni sociali politiche ed economiche che possono scaturire, resta il fatto che il motivo portante di questo film bellissimo e' l'amore di un figlio nei confronti della madre, raccontato con sensibilita' profonda e venata da una ironia sottile.
Cosa succede quando si cresce a Berlino est guardando Sabbiolino (Sand man) alla tv, quando si ha come mito un astronauta della corsa allo spazio, come casa delle vacanze una dacia nel bosco, e quando si ha una madre idealista e socialista militante? Cosa succede quando nell’89 si marcia "quasi" per caso per i propri diritti e si viene picchiati dalla polizia e arrestati proprio mentre lei cade a terra, tutta vestita di rosso e incapace di reagire alla violenza della "sua" polizia se non con un infarto?
Ad Alex, per esempio, succede di ritrovarsi con una madre in coma, con il muro che viene fatto a pezzi, con il lavoro alla cooperativa di riparazioni elettriche che non c’è più. Ma di certo non si dispera. Trova un lavoro come installatore di parabole, trova un amico che sogna il cinema (e nel frattempo cita Kubrick nei filmini dei matrimoni), una ragazza che viene dalla Russia, fa l’infermiera, ed è dolce quanto decisa. Pochi soldi, l’entusiasmo per le novità del consumismo, per una libertà che sembra sempre un po’ inafferrabile, e l’angoscia per le cose che cambiano. Ma Berlino è splendida e vitale, con i suoi palazzi cadenti pieni di musica e di arte improvvisata. Così Alex è pronto e pieno di energia quando otto mesi dopo sua madre, contro ogni previsione medica, si risveglia. Gli servirà, perché il medico, prima di squagliarsela all’ovest, raccomanda nessuno shock, nessuna notizia traumatica. E Alex decide che così sarà, a tutti i costi. Coinvolge la perplessa sorella, recupera i vecchi mobili, i vestiti deprimenti, e porta la madre a casa, in quello che è rimasto della
Repubblica Democratica Tedesca: 79 mq di contraddizioni.
All’inizio la messa in scena sembra innocua, necessaria, ragionevole. Ma lentamente le cose si fanno più complicate. Bisogna avvertire i vicini, pagare i bambini del quartiere perché si esibiscano in canzoni socialiste, bisogna travasare tutti i cibi in barattoli di marche dell’est ormai introvabili, bisogna recuperare vecchi giornali, vecchie edizioni del tg... e intanto il mondo continua a cambiare con una velocità che stordisce. Quando la madre si riprende abbastanza da notare che qualcosa non va, Alex è così coinvolto nel mondo parallelo che ha costruito, una patria ideale creata per amore della madre, ma anche per il bisogno di dare un senso ad una società spezzata, da non essere capace di uscirne.
Allora inizia a piegare la realtà ad un sogno che forse non sapeva di avere, e insieme all’amico Vladimir diventa il produttore del telegiornale del suo mondo, in un sogno che ribalta la verità e in qualche modo allo stesso tempo le è fedele.
Da parte di Wolfgang Becker un film divertente, toccante, narrativamente impeccabile, che ha ottenuto un notevole successo in Germania (più di 5 milioni di spettatori) e la "Blauer Engel" alla Berlinale come miglior film europeo.
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